Gli usi particolari del dinamometro

Pubblicato il: 06/12/2018 18:14:27
Strumenti di Misura e Controllo

Un dinamometro è uno strumento che viene utilizzato per determinare l’entità di una forza che vi viene applicata. I dinamometri sono utilizzati comunemente per misurare la forza peso, cioè la massa di un oggetto per l’accelerazione di gravità, quello che comunemente definiamo semplicemente peso.

Questi strumenti utilizzano la legge fisica di Hooke che prevede che la deformazione di un materiale elastico è direttamente proporzionale alla forza che vi si esercita. Un dinamometro è costituito essenzialmente da una molla, il materiale elastico della legge di Hooke, da una scala graduata posta nella direzione della deformazione della molla e da un gancio a cui appendere l’oggetto da pesare.

I dinamometri sono disponibili in diverse varianti e vengono utilizzati in campo medico, industriale e domestico. In questo articolo abbiamo parlato diffusamente dei dinamometri e delle loro funzioni.

Oltre agli impieghi che si potrebbero definire più consueti, però, i dinamometri sono usati in diverse applicazioni molto specifiche e con determinate caratteristiche.

Il dinamometro per fili da pesca

Gli esperti e i professionisti del settore lo sanno: quello dei fili da pesca è un mondo molto vasto e complesso. In base al tipo di pesca praticato, infatti, occorre scegliere il filo più giusto, che abbia il corretto diametro, libraggio e resistenza.

In particolare il diametro determina lo spessore del filo e, quindi, la sua facilità di sbobinamento, la sua visibilità in acqua ma anche la sua resistenza. Proprio la resistenza, ossia il carico di rottura, è un parametro importante che indica quanto il filo sia in grado di resistere a una trazione progressiva.

Il carico di rottura si misura tramite l’impiego di un dinamometro.

Innanzitutto occorre ricordare che spesso la resistenza del filo espressa in chili è riportata sulla bobina. Se, però, si vuole o si ha la necessità di misurare il carico di rottura, un dinamometro a molla apposito è lo strumento più adatto.

Per eseguire il test in modo che il risultato sia abbastanza attendibile e, quindi, conoscere il reale carico di rottura del filo da pesca, occorre innanzitutto srotolare circa 2 metri di filo dalla bobina, fare un’asola ai due capi del filo e collegarne una ad un punto fisso mentre l’altra asola sarà collegata al dinamometro.

A questo punto si procede a tirare il capo del filo attaccato al dinamometro finché non si spezza. Una volta avvenuta la rottura la cifra che si legge sull’indicatore del dinamometro corrisponde al carico di rottura del filo da pesca.

Quando si è determinato il carico di rottura effettivo si potrà valutare se quel filo è adatto per il tipo di pesca che interessa.

I dinamometri più adatti per realizzare questo tipo di misurazioni sono quelli studiati appositamente per i fili di nylon e materiali simili, che riportino come unità di misure sia i Newton che i chilogrammi e che siano accuratamente tarati per lo specifico utilizzo che se ne andrà a fare.

Dinamometro per trazione fili da pesca

Dinamometro per filati

Nel settore tessile il controllo qualità dei prodotti finiti affiancato al controllo del processo produttivo è essenziale per garantire che i tessuti soddisfino determinate aspettative e, quindi, possano essere venduti e acquistati su mercati consoni. Il controllo dei prodotti, dunque, verifica i requisiti della materia prima fibrosa, dei semilavorati della filatura e, infine, dei tessuti veri e propri.

Nell’ambito di queste ispezioni esistono diverse prove qualitative, tra cui la resistenza delle fibre. Ogni tipologia di materia prima viene testata secondo diverse metodologie.

La prova si effettua con un dinamometro su un fascetto di fibre prive di impurità che viene chiuso tra due morsetti montati su una colonnina e collegati a una molla che lo tirano fino al punto di rottura. Una volta che la fascetta si è rotta si legge sull’apposita astina millimetrata del dinamometro il valore della resistenza delle fibre in Newton o in grammi.

Stabilire il carico di rottura di un filato significa valutare la sua resistenza e la sua capacità di allungamento. Si tratta di un parametro molto importante per valutare la qualità dei materiali utilizzati nell’industria tessile e dell’abbigliamento: si pensi, ad esempio, ai tessuti tecnici che devono garantire elevati standard di performance.

Esistono diverse tipologie di dinamometri per i filati che variano per precisione, per portata e per la velocità con cui riescono ad effettuare le prove a ripetizione. Le versioni più performanti adatte all'uso industriale sono ad esempio i nostri modelli SAUTER TVS che sono dotati di motori molto potenti che agiscono a velocità costanti e programmabili in base alla norma di riferimento.

dinamometro motorizzato per test su filati

Dinamometri per archi

Il tiro con l’arco è una disciplina tanto bella quanto complessa. Esistono diverse tipologie di arco e di frecce e, soprattutto, ogni arciere ha delle caratteristiche e delle abitudini di tiro molto diverse. Questo rende estremamente necessaria la messa a punto dell’arco.

Si tratta di un’operazione che vede coinvolto, ovviamente, in primo luogo l’arciere e, quindi, molto personale e sicuramente mai definitiva in quanto l’arco può essere messo a punto in modo diverso man mano che le esigenze cambiano e la tecnica si evolve.

È importante tenere conto del fatto che tali verifiche vanno sempre eseguite con la massima precisione, utilizzando gli appositi strumenti, tra cui il dinamometro.

Il dinamometro per archi, infatti, serve per rilevarne il picco di potenza. La potenza dell’arco è generalmente espressa in libbre ed è la forza ce l’arco esercita al momento del rilascio della freccia.

Questa forza corrisponde alla forza che l’arciere deve esercitare per aprire l’arco e, dunque, è importante scegliere un arco con un picco di potenza adeguato alla propria corporatura e alla propria forza.

Di solito i costruttori indicano la potenza dell’arco ma è sempre consigliabile misurarla avvalendosi di appositi dinamometri dotati di gancio attraverso il quale tendere l’arco fino al punto di rilascio. Il valore letto sul display del dinamometro corrisponderà, a questo punto, all’esatta potenza di picco dell’arco. Questa operazione può essere, ad esempio, svolta con un dinamometro dotato di maniglia e funzione di picco come il KERN CH.

Dinamometro per archi con maniglia

Dinamometro nella fisioterapia

Il dinamometro può essere un valido alleato anche per la riabilitazione fisica a seguito di interventi o incidenti che abbiano compromesso alcune funzionalità fisiche.

In fisioterapia riabilitativa, infatti, si usa la tecnica cosiddetta isocinetica che permette di far compiere a un gruppo di muscoli delle contrazioni costanti, misurandone la potenza. Questo tipo di esercizio è essenziale durante la riabilitazione perché testare i livelli di forza dei muscoli permette di valutare la stabilità articolare e, quindi, comprendere a che punto del percorso riabilitativo è giunto il paziente.

Per compiere questi test, ripetibili durante tutte le varie fasi della riabilitazione, viene impiegata una macchina in grado di fornire dati oggettivi e, quindi, di costruire grafici. Questa macchina è costituita da una sedia, un dinamometro, un computer che rileva i dati attraverso terminali collegati al dinamometro.

Il dinamometro può misurare la forza muscolare sia di spinta che di trazione e permettere così di tarare la resistenza della macchina in modo da far progredire il paziente nella riabilitazione. Uno strumento di questo tipo è dotato di attacchi di varie forme per consentire di agire su braccia,  gambe e spalle.

dinamometro per fisioterapia

Quelli appena visti sono solo alcuni degli utilizzi dei dinamometri, strumenti decisamente molto versatili e impiegati in tanti campi di applicazione, da quello industriale a quello medico fino ad arrivare a quello sportivo.

Sul nostro sito trovate molte soluzioni per queste applicazioni un pò "speciali", oltre 60 tipi, alla nostra sezione DINAMOMETRI.

Posts correlati

Condividi questo contenuto